Io sinceramente non lo ho ancora capito.
Partiamo da alcune informazioni inconfutabili. Donna. Nata nel 1982. Mamma. Moglie. Ingegnere. A 35 anni ho sentito il bisogno di dividere la mia vita frenetica nella grande metropoli con una realtà più umana e in sintonia con il mio essere. Mi ritrovavo esattamente nelle parole dello scrittore Michael Ende: “Siamo andati così tanto avanti in questi anni che ora dobbiamo fermarci per consentire alle nostre anime di raggiungerci”.
Ho comprato una baita in montagna a 1800 metri. Boschi di larici e abeti, volpi, caprioli, lupi e un pugno di vecchie costruzioni in pietra come vicini di casa. Qui ho trovato una risposta al bisogno di vivere dentro un senso alla volta per ricominciare a vivere in totale pienezza. Qui mi sono lasciata alle spalle il senso di clausura e di forzata miopia. Qui finalmente ho ricominciato a “vedere”.
Un mio amico, ingegnere come me, ma, diversamente da me, poeta e scrittore di talento, mi ha detto: “Dovresti ricominciare a scrivere, partendo da ciò che ti fa stare bene.”
Così eccomi qui.
In questo spazio virtuale desidero lasciare qualche traccia di me, dei momenti di consapevolezza e di incertezza che la montagna e la natura mi hanno regalato e continuano a regalare.
Lascio queste tracce per me, per gli amici e per chi vorrà leggerle.
Se quello che scrivo a volte magari vi sembrerà bizzarro, ricordate le parole di Knut Hamsun: “Non è facile distinguere chi è pazzo e chi no. Dio ci protegga dall’essere smascherati!”.
Buona lettura.
C.
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